Chimay tappo blu

Produttore:  Chimay
Nazione di appartenenza: Belgio
Gradazione: 9% Vol.
Stile: belgian strong lager – trappista
Colore: scura

Durante il confezionamento viene millesimata, viene cioè impressa sull’etichetta, l’anno di produzione, in modo da poter calcolare i 24 mesi necessari a questa birra per raggiungere il massimo delle proprie qualità,  in grado di conservare benissimo per almeno altri tre anni.
Ricca e vivace, colore tonaca di frate molto denso; schiuma cremosa e fitta, di color caramello, di medio – lunga persistenza, con bolle fini. Il bouquet di profumi: impressionante. E’ caratterizzato da un “attacco” leggermente vinoso, si evolve poi in un gradevole fruttato, denso e abboccato, il tutto in un contesto nettamente maltato. Il corpo di questa birra  e la sua struttura sono impressionanti: rotondo, alcool presente, diffuso e ben mascherato da tutto il resto;  si possono avvertire note tanniche, sentori di noci e mandorle, spezie diffuse e un finale astringente di ribes e prugna, con un
leggero tono vinoso. Ricorda vini liquorosi spagnoli e portoghesi. Visto l’uso frequente di aggettivi al superlativo è facile intuire l’apprezzamento che questa birra suscita.

Abbazia appartenente all’ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (i “famosi” Trappisti), monaci di clausura, l’Abbaye de Notre Dame de Scourmont si trova negli splendidi boschi fra Forges-lez-Chimay e Scourmont, vicino al confine francese, nel sud della provincia dell’Hinaut. La storia del monastero inizia nel 1850, quando viene posta la prima pietra di quello che sarà il futuro monastero da parte di 17 monaci, provenienti dall’abbazia consorella di Westvleteren. Nel 1863 i lavori terminano, ma solo nel 1871 l’abbazia viene riconosciuta come tale per decreto papale, che nomina anche il primo abate “ufficiale”. Sul versante “birrario”, è il 1861 la data che segna l’inizio della produzione a Chimay: in quell’anno l’allora superiore della comunità Hyacinte Bouteca autorizza la costruzione del birrificio, completata nel 1862; nel 1863 vengono acquistati tutti i macchinari necessari alla produzione. I monaci cominciano a produrre e commercializzare le loro birre, imbottigliate nelle cucine dell’abbazia e conservata nelle cantine, a partire dal 1864-1865.  La produzione viene interrotta (o solo diminuita) nei periodi coincidenti con le due guerre mondiali; nel 1948 la fabbrica viene riaperta, secondo nuovi criteri produttivi, che coniugano il rispetto della tradizione monastica con  nuove tecniche produttive, “insegnate” ai monaci dal professor De Clerck dell’università di Lovanio. L’altro protagonista della “rinascita” produttiva di Chimay è Padre Theodore, che coltiva e isola in quegli anni il famoso “lievito di Chimay” e che supervisiona, nel ruolo di mastrobirraio,  la produzione dal 1954 al 1988.