Chimay Cinq Cents

 

Produttore:  Chimay
Nazione di appartenenza: Belgio
Gradazione: 8% Vol.
Stile: abbazia tripel – trappista
Colore: chiara

Birra nata intorno agli anni ’60, per arricchire la gamma di birre scure e dolci con un prodotto più secco.
Il colore di questa birra: un bel giallo carico, quasi ambra, leggermente opalescente per il lievito in sospensione. La schiuma: fitta e cremosa, con bolle fini, persistente al punto di lasciare i classici merletti di Bruxelles sull’orlo del bicchiere. I profumi: fini, intensi e molto variegati, si va dal lievito, alla banana, allo speziato molto piccante. Un bel bouquet veramente. Il palato: morbido e dolce (miele di castagno?) è il primo impatto, la frizzantezza accentuata la caratterizza per bevibilità; la corsa si evolve poi in note leggermente agrumate, e nel lungo e armonico finale emerge l’amaricante del luppolo è una sensazione generale di “rustico”, terroso.. Birra  solida e secca, di confortante bevibilità, con una sensazione generale di “leggerezza”, a dispetto della forte componente alcolica, presente, ma ben mixata con il resto dei componenti.

Abbazia appartenente all’ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (i “famosi” Trappisti), monaci di clausura, l’Abbaye de Notre Dame de Scourmont si trova negli splendidi boschi fra Forges-lez-Chimay e Scourmont, vicino al confine francese, nel sud della provincia dell’Hinaut. La storia del monastero inizia nel 1850, quando viene posta la prima pietra di quello che sarà il futuro monastero da parte di 17 monaci, provenienti dall’abbazia consorella di Westvleteren. Nel 1863 i lavori terminano, ma solo nel 1871 l’abbazia viene riconosciuta come tale per decreto papale, che nomina anche il primo abate “ufficiale”. Sul versante “birrario”, è il 1861 la data che segna l’inizio della produzione a Chimay: in quell’anno l’allora superiore della comunità Hyacinte Bouteca autorizza la costruzione del birrificio, completata nel 1862; nel 1863 vengono acquistati tutti i macchinari necessari alla produzione. I monaci cominciano a produrre e commercializzare le loro birre, imbottigliate nelle cucine dell’abbazia e conservata nelle cantine, a partire dal 1864-1865.  La produzione viene interrotta (o solo diminuita) nei periodi coincidenti con le due guerre mondiali; nel 1948 la fabbrica viene riaperta, secondo nuovi criteri produttivi, che coniugano il rispetto della tradizione monastica con  nuove tecniche produttive, “insegnate” ai monaci dal professor De Clerck dell’università di Lovanio. L’altro protagonista della “rinascita” produttiva di Chimay è Padre Theodore, che coltiva e isola in quegli anni il famoso “lievito di Chimay” e che supervisiona, nel ruolo di mastrobirraio,  la produzione dal 1954 al 1988.