St. Bernardus ABT 12

Produttore:  St. Bernard Browerij
Nazione di appartenenza: Belgio
Gradazione: 10% Vol.
Stile: abbazia

Colore: scura

La Brouwerij St. Bernardus di Watou-Poperinge, piccolo centro nella regione delle Fiandre Occidentali de “Le Plat Pays”, famoso per la produzione di luppolo di alta qualità, ha preso il nome dal Santo patrono di Watou. L’acqua usata per produrre viene da 152 mt. di profondità, che secondo la leggenda, è pioggia caduta all’epoca di Giovanna D’Arco e filtrata attraverso il permeabile strato di sabbia. Ancora oggi conserva gli impianti, il lievito e la ricetta originale dell’Abbazia di St. Sixtus. Spesso in qualche negozio o pub questa birreria viene reclamizzata (talvolta con il vecchio nome di St. Sixtus) come facente parte della ristretta cerchia delle
originali trappiste, ma è meglio sgombrare subito il campo dagli equivoci: la birreria autenticamente monastica è un’altra, nota come “Westvleteren” o “St. Sixtus”.
In passato questo monastero aveva raggiunto un accordo con la vicina birreria “laica”: i monaci birrificavano quasi esclusivamente per il proprio consumo interno, e la birreria S. Bernardus produceva su licenza e su scala leggermente maggiore le birre su ricetta dell’abbazia. La licenza da alcuni anni non è stata piu’ concessa: la S. Bernardus dal 1992 continua a produrre le sue ottime birre con il suo marchio mentre l’Abbazia prosegue nella sua limitata produzione  con vendita all’esterno ma solo direttamente al convento. In ogni caso ricordiamo che il marchio “Trappista” spetta solo alle birre prodotte direttamente dai monaci all’interno del proprio monastero.
Le ricette e la scelta delle materie prime rispecchia piuttosto da vicino l’originale birra d’Abbazia. Nonostante la zona sia coltivata a luppolo, queste ale sono più bilanciate verso il malto: il luppolo viene usato più per l’aroma quasi speziato che per l’amaro. Il corpo è rotondo in tutte le birre prodotte: in gradazione crescente, si va dalla Pater, alla Prior e infine alla Abt. Quest’ultima è una birra scura, ricca e cremosa, molto corposa ma non stucchevole, armonica nell’aroma dei malti caramellati e nei sentori fruttati e speziati dovuti al lievito. Queste caratteristiche sono presenti, sia pur con minore intensità, nelle altre birre della gamma. I numeri che si trovano sulle etichette di queste St.Bernardus indicano la vecchia scala di misurazione belga della birra. La 12, che in realtà ha 10 gradi, viene fatta invecchiare 3 mesi prima di essere imbottigliata. La fabbrica raccomanda di servirle a 12-15 gradi.

La St.Bernardus ABT 12 viene fatta invecchiare tre mesi prima di essere imbottigliata. I profumi sono dominati dall’alcool e dal caramello, mentre in bocca offre maggiori sensazioni, con note di banana, susina e frutta secca, risultando alla fine molto dolce. Il finale è luppolato, sciroppato e lievemente affumicato.
Abbinamenti gastronomici:
Da abbinare a pesce spada affumicato, formaggi molto stagionati, o da bere come birra da meditazione.